Dal girone di Agrigento, Capo D’Orlando e Trapani una proposta: “Stagione ormai impossibile da proseguire, pensiamo da subito alla sopravvivenza delle società”

Antonio Mangiola
Antonio Mangiola

Con i campionati fermi almeno fino al 3 aprile la finestra temporale prima dell’estate per giocare le rimanenti gare dei tornei già iniziati si riduce e in caso di ulteriore proroga dei decreti atti a fermare la diffusione del Coronavirus potrebbe non esserci materialmente il tempo per disputare altre gare. Dal girone di A2 dove militano le siciliane Agrigento, Capo D’Orlando e Trapani arriva una riflessione del responsabile delle relazioni esterne dell’Eurobasket Roma, Antonio Mangiola:

Iniziamo, senza procrastinare il problema, a lavorare, ragionare e mettere in campo strategie rivolte alla sopravvivenza delle società sportive.

Il nostro paese sta attraversando la peggior crisi del dopo guerra a causa dell’emergenza covid-19, un nuovo virus che non conosciamo e che non ci permette di pronosticare tempistiche e modalità di ritorno alla normalità. Tutte le attività sportive in Italia sono, a ragion veduta, sospese a data da destinarsi, gli allenamenti sono stati interrotti, gli uffici societari chiusi e, nella maggior parte dei casi, gli atleti sono rientrati nella propria città di domicilio, compresi alcuni giocatori stranieri, preoccupati sia dalla diffusione del virus che dal blocco dei trasporti che molte nazioni stanno applicando nei confronti dell’Italia.

L’attuale situazione dello sport italiano è aggravata dai seri problemi economici che la nostra nazione sta attraversando. Lo stop alle attività produttive, il calo di consumi ed i problemi di esportazione, hanno creato gravissime difficoltà alle ditte che, in questi anni, hanno supportato attraverso sponsorizzazioni, le attività sportive ed agonistiche dei nostri club e del nostro sport. La mancanza di liquidità, l’incertezza sul futuro più prossimo, hanno già ritardato, se non bloccato, i pagamenti concordati, mentre la disputa dei match a porte chiuse crea e creerà ulteriori problemi economici al nostro movimento.

In questa grave cornice in cui navighiamo a vista, perdere tempo ed energie per formulare fantasiose ipotesi di conclusione dei campionati è uno spreco poco strategico di forze rispetto ai reali problemi che tutti noi avremo in futuro. Stiamo impiegando del tempo per studiare modifiche alle DOA invece di iniziare a pianificare il futuro sulla base dello scenario peggiore, e questo rischia di essere un errore fatale per tutto il movimento. In questo momento, piuttosto che occuparci di come portare a termine una stagione agonistica che, già oggi, non avrebbe le minime prerogative di regolarità sportiva, cerchiamo di capire quante società avranno la forza di iscriversi al prossimo campionato, dove si troveranno i soldi per pagare i dipendenti e quali saranno le fonti di sostentamento per affrontare la stagione 2020-2021. Adesso è il momento di studiare un piano di recupero futuro per le nostre società, è il momento di chiedere al governo un sostegno concreto per lo sport sia per i grandi club sia, e soprattutto, per piccoli club, fondamentali non solo per l’attività agonistica della prima squadra ma anche e soprattutto per il lavoro strategico che svolgono sul territorio attraverso le attività del settore giovanile e dell’impegno sociale.

Ora, e soltanto adesso, senza perdere ulteriore tempo, è fondamentale che le istituzioni sportive dimostrino un adeguato senso di responsabilità ed una visione strategica del futuro prossimo. Bisogna avere il coraggio di annullare immediatamente la stagione sportiva in corso ed iniziare, senza procrastinare il problema, a lavorare, ragionare e mettere in campo strategie rivolte alla sopravvivenza delle società sportive, delle centinaia di persone che lavorano attorno allo sport, garantendo un futuro certo a settembre 2020, non a maggio 2020. A maggio, saremo ancora in piedi, a settembre, senza gli interventi opportuni, saremo tutti a casa, con o senza l’emergenza coronavirus. 

L’originale dell’articolo si trova qui.