Gianstefano Passalacqua lascia la carica di presidente: gli sviluppi futuri e i dettagli sulla scelta

Il presidente della Passalacqua Spedizioni Ragusa, Gianstefano Passalacqua, ha comunicato oggi le sue dimissioni dalla carica di “primo tifoso” della Virtus Eirene.

Otto anni fantastici in prima linea – ha scritto Passalacqua sul proprio profilo Facebook – volevo ringraziare mia moglie per aver condiviso la mia passione, i miei genitori per quello che sono oggi, la mia azienda che me lo ha permesso e tutti coloro che tuttora hanno un cuore biancoverde“.

Durante la conferenza il patron Passalacqua ha voluto accanto il solo Sindaco di Ragusa Federico Piccitto, con il quale è stato tracciato il bilancio del XIV Opening Day organizzato proprio in terra iblea. Nessun membro della dirigenza era presente durante l’importante conferenza stampa.

La notizia diffusa oggi non era sconosciuta alle persone più vicine al presidente. Per tutta l’estate si sono rincorse le voci, anche di un possibile ripensamento, ma in realtà la comunicazione è stata solo ritardata di qualche giorno rispetto la data stabilita.

Da quando Gianstefano Passalacqua è stato nominato delegato CONI, proprio il patron della Virtus Eirene voleva assolutamente capire se gli impegni delle due cariche potessero essere compatibili o meno.

Riportiamo integralmente le dichiarazioni fatte dall’ex presidente della Passalacqua Ragusa Gianstefano Passalacqua in conferenza stampa.

1° OTTOBRE ULTIMO ATTO. CI SARA’ UN NUOVO PRESIDENTE.

L’1 ottobre 2017 è stato per me l’ultimo atto, lascio la presidenza perché ritengo ci siano cicli di vita, il ciclo che adesso mi dice di fare altro. Mi ritiro a vita privata, ci sarò a tutte le partite, seguirò in prima persona il basket in carrozzina, sarò a disposizione di tutti i componenti che l’hanno resa grande. Il nuovo presidente avrà 9 mesi per capire cosa fare, quali eventuali modifiche o idee inserire. Sono consapevole di aver creato una società che continuerà a crescere ed avere risultato sul campo, una società che non si basa e non dipende solo sul presidente. Sono sicuro che tra qualche anno vincerà qualcosa di importante a livello nazionale, in tal caso, ricordatevi che è partito tutto da me. Aver creato una società con la mentalità vincente e che è in grado di portare avanti questo prodotto, questa è la mia soddisfazione più grande“.

LA COPPA ITALIA, LE SCONFITTE E IL PUBBLICO IN CALO DEL PALAMINARDI.

La Coppa Italia è il ricordo più bello di tutti questi anni, ricordo tutte le sconfitte perché servono per far si che cambi qualcosa affinché non si ripeta. Passerò il testimone, ma volevo che abbia un suo momento, non ha senso dirlo adesso. Sarà una persona assolutamente in grado di poter seguire la squadra. Non credo che la presenza un po’ calante del pubblico durante l’Opening day sia un elemento secondario. Mi sono chiesto il perché il pubblico fosse sempre copioso in alcune situazioni e perché invece ora è diminuito, la spiegazione è che secondo me i primi anni la A1 è stato un fenomeno di moda, ma mi aspettavo una cosa del genere. Secondo me abbiamo lavorato bene per portare al palazzetto coloro che sono ancora lì, con quella maglia verde. La società ha lavorato bene per portare bambine e famiglie ad avvicinarsi al basket femminile“.

NUOVO ROSTER COME SCOMMESSA PERSONALE. GIOCATRICI ALL’OSCURO DELLA SCELTA, AVVERTITO SOLO RECUPIDO.

Ovviamente questa squadra è stata una scommessa personale, sono convinto che porterà risultati sempre più soddisfacenti. La prima squadra non sa niente dell’assetto societario nuovo, ho anticipato solo al coach, che sa che potrà sempre contare su di me. Ci sarà un periodo di transizione, ho apparecchiato un tavolo, chi subentrerà deve solo essere capace di inserirsi. Ricordo che la prima partita ufficiale la vincemmo in modo rocambolesco, fu un anno pazzesco, a discapito della vittoria all’esordio, mi ritrovo con una sconfitta alla mia uscita, ma penso sia solo un fattore di cicli. La squadra che lascio? Parlando con persone molto competenti, mi hanno detto che per l’Opening Day abbiamo giocato 5-6 minuti il miglior basket italiano, seguiti da 8 min di black out, un problema “vecchio” che con coach Recupido speriamo di risolvere a livello di atteggiamento in campo. Le sue idee sono molto molto belle, ho estrema fiducia nei suoi confronti“.

PROSSIMA FERMATA: BASKET IN CARROZZINA.

La mia prossima sfida sarà il basket in carrozzina, è un fenomeno sportivo ma privato come individuo. La vera sfida sarà abbracciare tutto lo sport ragusano, con la struttura che è a rischio, ci vorrà tanta unione per fare qualcosa di nuovo ed importante che parta da Ragusa“.

Testi: Chiara Borzì

Dichiarazioni: Marianna Triberio