Giovanni Lucchesi commenta il secondo posto della Sicilia al Trofeo delle Regioni 2016

"L’ottimo lavoro iniziato da Musumeci è stato continuato da Gebbia, il CR Sicilia ha creduto nel progetto Femminile e ora sta raccogliendo i frutti del grande lavoro, nonostante le poche squadre e le difficoltà logistiche che sono proprie della Sicilia", ha detto il tecnico federale romano

Giovanni Lucchesi

Il settore femminile sembra aver impressionato più di tutti al Trofeo delle Regioni 2016 organizzato a Bologna. Ha parole dolci per la categoria Giovanni Lucchesi, allenatore della Nazionale under 17 e under 16 Femminile, che non dimentica – piuttosto si sofferma – sul risultato ottenuto dalla Sicilia.

Queste le sue precise dichiarazioni.

Un Trofeo delle Regioni molto positivo anche per il versante Femminile – ha spiegato il

Un'immagine della finale tra Sicilia e Lombardia
Un’immagine della finale tra Sicilia e Lombardia

coach – per l’applicazione portata in campo dalle ragazze e per l’attenzione mostrata dagli staff tecnici nel seguire le linee tecniche generali sollecitate dal Settore Squadre Nazionali. Nello specifico ho notato una ricerca del post basso e l’utilizzo più frequente di giocatrici lunghe. Il livello tecnico è stato buono ma può certamente crescere, la verifica arriverà in estate con le attività delle diverse Nazionali Giovanili. Interessante anche la presenza nelle prime otto di regioni “nuove”, in questo senso va certamente salutato con piacere l’ottimo risultato colto dalla Sicilia, seconda classificata. L’ottimo lavoro iniziato da Musumeci è stato continuato da Gebbia, il CR Sicilia ha creduto nel progetto Femminile e ora sta raccogliendo i frutti del grande lavoro, nonostante le poche squadre e le difficoltà logistiche che sono proprie della Sicilia. Dopo Verona e Vella Bronzo con l’Under 16, altre giocatrici siciliane vestiranno la maglia della Nazionale nei prossimi anni. E’ fondamentale continuare a insistere col reclutamento, per competere con gli standard europei è importante la qualità tecnica delle atlete ma anche una taglia fisica adeguata su cui lavorare”.