I numeri delle Ge.Vi Napoli di Pino Sacripanti, prossimo avversario della Pallacanestro Trapani

Pino Sacripanti

La GeVi, nonostante un roster di primissimo livello e una coppia U.S.A. tra le migliori dell’intera lega, sta un po’ faticando a trovare la quadra con una certa continuità. Coach Pino Sacripanti, arrivato in corsa, non ha certo bisogno di presentazioni, avendo allenato, da sempre, al piano di sopra che conta. Ottimo inizio per lui, poi qualche passo falso di troppo, ed un alchimia ancora da trovare, per spiccare il volo verso posizioni più consone al valore della squadra. Il roster è infatti profondo, pieno di atletismo in tutti i ruoli e pronto a riprendersi i vertici della classifica. Ecco i singoli. Il playmaker è il 1993 Diego Monaldi che proviene da un biennio a Pesaro in A, dove ha sfiorato i 20’ di parquet. È un regista che costruisce il gioco ma che, quando serve, sa mettersi in proprio, soprattutto col tiro dalla distanza. I suoi numeri: 10.9 p.ti, 2.9 falli subiti, 3.3 rimbalzi e 2.8 assist a match. Dal campo tira prevalentemente da fuori, con il 34% su quasi 6 tentativi per gara. Sul perimetro anche la guardia, ex Trapani e Virtus Roma, Massimo Chessa (1988) che fa male con il suo proverbiale tiro da fuori (41% in stagione). Buone qualità di passatore ma l’allarme scatta quando si esalta dalla distanza. Molto preciso anche ai liberi, pur viaggiando poco in lunetta per attitudini prevalentemente perimetrali. Giocatore di “striscia”! Va a referto con 8.3 p.ti, 1.9 rimbalzi e 1.4 assist ad uscita. Poi Terrence Roderick (1988), esperto del nostro paese, che viene da una stagione da MVP a Bergamo dove ha letteralmente trascinato la squadra. La sua esperienza, l’atletismo ed il talento offensivo risultano ossigeno puro per le sorti di Napoli, di cui è il leader tecnico ed emotivo. Non è un tiratore da tre mortifero (32% in stagione), poiché i 6.75 non sono la vera specialità della casa. Atleta spesso in “doppia doppia” (15.7 p.ti + 7.3 rimbalzi) che sorprende soprattutto per la casella dei rimbalzi (ove si pensi che si tratta di un esterno!!). Insomma, giocatore a tutto campo, difficile da arginare in uno contro uno, con un unico neo, le troppe palle perse a match (5.1 ad uscita), frutto anche delle innumerevoli responsabilità di cui si carica. Aggiunge 4.8 falli subiti, il 51% da due e ben 4 assist ad incontro. Lesto nei recuperi (quasi 2 di media) e male, al momento, ai liberi (70%). Tuttofare! L’ala forte è Brandon Sherrod (1992), ex  Scafati e Roseto nonché prodotto della prestigiosa Yale University. Atletismo e fisicità le sue caratteristiche principali. L’energia a rimbalzo e la rapidità di piedi sopperiscono ai pochi centimetri a disposizione, e non fatica affatto al cospetto di avversari più potenti fisicamente che, anzi, mette in seria difficoltà col suo dinamismo subendo tanti falli e colpendo dalla media. La stagione in corso lo vede gran protagonista, scrivendo a referto 13.9 p.ti (59% da due), 7.9 rimbalzi e 4.6 falli subiti ad allacciata di scarpe. In più aggiunge intimidazione e stoppate in area colorata. Male solamente ai liberi, con il 59%. Tanti minuti (più di 24’) per l’ala pivot, ex Trapani, Stefano Spizzichini (1990) che si è ambientato in un amen e, nelle gare disputate fin qui, ha fornito un contributo davvero rilevante, ritagliandosi un ruolo da protagonista. Mani educate, anche dalla lunga. Fronte a canestro può colpire, con la sua atipicità, avversari più statici. Per lui 7.5 p.ti (46% dalla media), 4.3 rimbalzi ed un migliorabile 14% dai 6.75 (da dove tira poco). Poi troviamo un altro ex Virtus Roma, Daniele Sandri (1990) che è un’ala piuttosto atletica che mette al servizio della squadra le sue indubbie doti fisiche. Il tiro da fuori finora non lo ha premiato (28% da tre in stagione, arma che usa con frequenza). Buona poi la sua propensione nel dare una mano nella lotta a rimbalzo, 3.6 catturati a match. Benissimo anche dalla media, con percentuali di rilievo (55% da due). Per il resto 8.9 p.ti, 2 falli subiti e 1.5 assist per partita. Non c’è più la guardia-ala Tommaso Milani, appena accasatosi a Vigevano, ma è stato firmato in settimana il pivot Antonio Iannuzzi (1991), che arriva da diversi anni al piano di sopra (Capo d’Orlando, Torino, Brindisi in due finestre e Varese). Lungo con punti nelle mani che fa sentire la sua notevole tecnica individuale nel pitturato. Può viaggiare in “doppia doppia”, facendosi sentire su entrambi i lati del campo. Incredibilmente bravo nel procurarsi tanti falli che non sempre, però, tramuta a dovere dalla lunetta. Può aprire il campo colpendo dai 6.75. Che coppia con Sherrod! Colpo da novanta! Troviamo anche l’esperto playmaker Francesco Guarino (1979), che è un vero specialista nel trovare l’uomo giusto al momento giusto ed, ovviamente, nel tenere in mano le redini del gioco quando Monaldi rifiata in panchina. 12’ di parquet per lui, con 2.7 p.ti ed un pregevole 44% dall’arco dei tre punti, dove è molto pericoloso. Ai liberi poi è la consueta sentenza. In roster anche il “tre-quattro” del 1998 Nemanja Dincic che, nei quasi 8’ di campo, sta assicurando il suo contributo alle rotazioni. Le sue medie, finora: 2.1 p.ti, 1.4 rimbalzi ed un quasi sufficiente 44% da due. Male invece da tre (20%) e dalla lunetta (63%). Ennesimo arrivo in corsa, quello della guardia, da Montegranaro (doppia cifra di media per lui), Martino Mastellari (1996) che, nelle 6 gare disputate con Napoli, ha prodotto 7.3 p.ti e 2.2 assist di media. Tira prevalentemente da tre, con il 29% (su quasi 6 tentativi a match). Tanta fiducia in lui, con quasi 23’ di parquet. Infine il recente ritorno (per lui già due partite) del playmaker estone del 1999 Hugo Erkmaa che garantisce prestanza fisica nel ruolo (buon rimbalzista), soprattutto negli accoppiamenti (e cambi) difensivi. Quasi 20’ di campo nelle prime due uscite.