La salvezza di Cremona raccontata dal siciliano Mauro Saja: “Se dici Vanoli in Italia hai un pensiero positivo”

Mauro Saja con l'assistant coach Vanoli Simone Bianchi nella stagione 2019-2020

Anche un po’ di Sicilia ha gioito direttamente per la salvezza della Vanoli Cremona, società che ha nel proprio staff dirigenziale Mauro Saja.

Fiato sospeso fino al 27 luglio anche per il team manager nato a Barcellona Pozzo di Gotto, da due anni a Cremona e riconfermato in casa Vanoli per la terza stagione.

Cosa è successo in questi mesi di attesa e come li hai vissuti?

Tutto parte a fine maggio, quando Aldo Vanoli ha scritto una lettera in cui chiedeva maggiore aiuto alle istituzioni e imprenditoria locale per portare avanti quella che è una realtà importante per il territorio e che doveva far fronte ad un nuovo futuro con sostegni minori a causa della crisi sanitaria. Ho compreso e condiviso le sue parole perché è stato probabilmente tra i primi a chiedersi come sarebbe stata la ripartenza, non comprendeva alcune decisioni che ipotizzavano una ripresa frettolosa delle attività, che imponevano in pandemia di fare arrivare dei giocatori che ad oggi devono affrontare una quarantena. 

L’attesa è stata molto particolare – confessa Mauro Saja -. Le voci si sono sempre rincorse: un giorno si era positivi, un giorno si era negativi, poi sono arrivati gli addii illustri di Meo Sacchetti e i giocatori sotto contratto. Questo per me ha segnato la fine di una favola, che era quella della Vanoli. Poteva essere un preludio alla fine di un’avventura sportiva così bella. Nelle ultime settimane si era quasi arrivati ad un dunque che però non c’è stato. Ricordo in particolare l’annuncio da parte del Cda che avrebbe visto la società riunirsi il 29 luglio per procedere con la liquidazione. 

Per fortuna è successo qualcosa! La famiglia Corazzi ha deciso di dare una mano, insieme a tutte le altre imprese e imprenditori che si sono adoperati con il Consorzio Cremona basket e insieme al presidente Aldo Vanoli hanno deciso di mantenere la Serie A a Cremona. Che è anche il nostro obiettivo stagionale. 

Ad iscrizione in Serie A finalmente certa, come avete ripreso le attività?

Sappiamo di essere in ritardo, che dovremmo rimboccarci le maniche e lavorare sodo. Tra poco si aggiungeranno altre figure dirigenziali. Abbiamo annunciato Paolo Galbiati nuovo allenatore, quindi finalmente inizieremo di parlare della parte sportiva. Io continuerò qui la mia esperienza da team manager e proverò ad essere utile anche nel rapporto con il territorio di Cremona, che si è formato, e che mi sta spingendo a maturare e dare un certo incipit al mio percorso lavorativo. Ci sarà da lavorare tanto, ma siamo contenta di poter tornare in ufficio, di pensare alle case, alle logistiche, all’arrivo dei giocatori. Per la serietà che ha dimostrato la Vanoli, per la serietà delle nuove aziende, ci sarà un buon risultato. Ci aspettiamo di scendere in campo al più presto, il nostro obiettivo è salvarci nel più breve tempo possibile. 

Questo sarà il 12° anno della Vanoli in Serie A e probabilmente sarà un anno duro, ma la volontà di questa società di proseguire con un progetto d’importanza nazionale sarà il vero fulcro. Se dici Vanoli in Italia hai un pensiero positivo“.