SERIE D. Giuseppe Centorrino, veterano della Fortitudo Messina, racconta la stagione e il gruppo peloritano

La Fortitudo Messina esce vincente dalla gara fuori casa nel campo della nuova pallacanestro Marsala con un distacco di 23 punti per la squadra messinese. Giuseppe Centorrino, classe ’84,
mette a segno ben 7 punti nonostante i problemi fisici riscontrati nell’ultimo periodo. Un Centorrino che nel corso della sua carriera ha totalizzato ben 3039 punti, di cui 36 con la Fortitudo nella stagione 2018/2019. A lui, puramente messinese, abbiamo posto alcune domande.

Dopo un lungo periodo di stop, cosa ti ha spinto a scendere di nuovo in campo?
“Diciamo che forse ho smesso un pò presto rispetto a quello che sarebbe stato il momento giusto per farlo, causa lavoro soprattutto. Mi ha spinto a tornare il progetto di Claudio e la voglia di giocare a basket che si è fatta sentire”.

Cosa pensi del progetto di cui fai parte?
“Credo sia un bel progetto, con solo messinesi e qualche giovane di adozione messinese come Buba”.

Dopo tanti anni da vero protagonista della serie C Nazionale hai dimostrato di essere un leader a tutti gli effetti. Cosa ne pensi di questa categoria ed a cosa ambisci con la
Fortitudo?
“Credo che sia un campionato discreto, non vedo fenomeni nelle altre squadre ma diversi giocatori che sanno giocare a pallacanestro e sanno dire il fatto loro. Cercherò di ritrovare una forma discreta per avvicinarmi ai livelli dei campionati di serie C che disputai diversi anni fa ormai perchè, voglio aiutare la squadra come non sono riuscito a fare fino ad ora e raggiungere l’obiettivo comune che per quanto mi riguarda e credo anche per la società sia quello di arrivare fino in fondo
e fare il salto di categoria”.

All’interno della squadra sei sicuramene uno di quelli con maggiore esperienza. Riesci a trasmetterla agli under? Se si, come?
“Con gli under c’è sicuramente un bel rapporto. Purtroppo ho partecipato a pochi allenamenti e forse non sono riuscito a trasmettergli molto per quanto riguarda la conoscenza del gioco però sicuramente c’è gente più esperta come Claudio che loro seguono con grande attenzione e che può dare loro tutto il possibile per farli crescere nel modo giusto”.

Nel gruppo c’è qualche tuo compagno di squadra con cui hai giocato in precedenza?

“Si, ovviamente conoscevo tutti. Sicuramente sono più legato ad Adorno con cui ho giocato per tante stagioni e con cui c’è sempre stato un grande feeling cestistico. E poi c’è Claudio con cui siamo stati avversari in alcune stagioni e con il quale sono contento di giocare dopo tanto tempo”.

Nonostante le tue potenzialità sei sempre rimasto nella tua città, come mai?
“Mah, ci sarebbero tante cose da dire a riguardo. Probabilmente la cosa più giusta da dire è che sono nato con la squadra che ha creato mio padre aprendo un nuovo ciclo Amatori Basket e sono rimasto in questa famiglia volentieri. Non ti nascondo che col senno di poi mi sarebbe piaciuto fare qualche esperienza fuori per confrontarmi con altre realtà. Ma motivazioni come studio e lavoro mi
hanno portato a non allontanarmi dalla mia città”.

Cosa pensi del coach?
“Credo che Baldaro sia uno che vive di pallacanestro a tutti gli effetti, non dal punto di vista economico, ovviamente, considerando che non è il suo primo lavoro, ma proprio da un punto di vista viscerale. È uno che trasmette tanta voglia di giocare e che tiene molto a fare bene in tutte le squadre che allena. D’altronde i risultati ottenuti sino ad oggi con la Fortitudo parlano per lui”.

Com’è giocare con Cavalieri?
“Giocare con Claudio, come dicevo prima, è una cosa che mi ha subito allettato e che mi sarebbe piaciuta fare da tempo. Ovviamente parliamo di un giocatore tecnicamente di categorie superiori con il quale capirsi in campo è scontato. Dal punto di vista mentale è uno che ti trascina durante tutta la partita e sono sicuro sarà la nostra arma in più per raggiungere l’obiettivo finale”.