Storia del Progetto Tremestieri. La pallacanestro delle promesse costa la categoria

Il Progetto Basket Tremestieri al termine della partita vinta contro Invicta 93cento

La pallacanestro non si gioca solo sul parquet, ma anche sul filo di rapporti con i Comitati provinciali Fip che bisogna costruire e mantenere per sperare di tenere viva la propria società. Tutto si gioca sulla

Il Progetto Basket Tremestieri
Il Progetto Basket Tremestieri

concessione di rimborsi, informazioni, patrocini, promesse di tesseramenti che per alcune società possono essere vitali, specialmente se di nuova formazione. Quando manca uno di questi elementi, spesso crollano i progetti – si retrocede – come accaduto al Progetto Basket Tremestieri di Catania.

Da neo promosso in serie D, il gruppo allenato da Carmelo Gullotti è riuscito ad onorare sul campo la categoria, ma non  a mantenerla, a causa di una penalizzazione di 3 punti arrivata a seguito di un pagamento ritardato della seconda trance di tasse campionato. Una sanzione cha avuto un peso specifico importante, perché arrivata dopo la quinta partita quando in palio per Tremestieri in campionato c’erano dieci punti, ma se il percorso fosse stato netto anche contro corazzate come la Polisportiva Alfa.

Tremestieri ha un presidente, ma il gruppo è sopravvissuto autotassandosi, allenandosi nei playground o in alcuni spazi ottenuti all’interno degli impianti universitari o ancora affittando i turni al campo dell’istituto Leonardo da Vinci, casa dalla dell’Alfa. I ragazzi del Basket Tremestieri si sono pagati completini, benzina per le trasferte e non hanno avuto un borsone. Hanno speso circa undicimila euro mai chiesti a nessuno, né al loro presidente, che Gullotti spiega essere il cognato del presidente Fip Catania Michelangelo Sangiorgio. “Non abbiamo chiesto mai nulla, non volevamo niente a livello economico, bastava che ci fossero ricordate cose basilari, come la scadenza della tassa. Nient’altro. Siamo una società parente del Cus“.

Tremestieri è retrocesso, salva è invece la Mens Sana Mascalucia. Commentando il verdetto del campionato Carmelo Gullotti ha prinunciato parole precise.

Da un lato sono amareggiato ma dall’altro lato, dopo aver passato una stagione senza docce, senza acqua calda, senza campo, giocando praticamente sempre in trasferta, retrocedendo abbiamo messo fine ad una sofferenza. Queste condizioni possono andare bene per una Promozione non per la serie D. La promessa fatta, davanti a me e Daniele Famoso (giocatore – dirigente di Tremestieri), all’inizio dell’anno è stata anche quella di poter avere a disposizione i ragazzi più giovani del Cus Catania“. Gullotti cita Abramo, Bonaccorsi e Arena, oltre Diego Fichera che “non è più venuto” insieme ad Emiliano Sgroi, giovanissimo del 1997, chiarendo poi che i primi tre giocatori nominati sono andati in doppio tesseramento alla Polisportiva Alfa.

Con amarezza il coach di Tremestieri ha ammesso. “Non si può più fare sport. O si sta alle regole che ti vengono imposte o non puoi fare nulla. Non si può rimanere da soli, a meno di farsi superare da tutti gli altri“.

Durante la stagione anche il presidente Antonio Rescifinaha chiesto del Tremestieri definendo il gruppo una “società fantasma”.

So bene si tratta principalmente di fattori legati alla politica – ha dichiarato Carmelo Gullotti  – tutto è da rivedere“.

L’allenatore di Tremestieri parla anche della gestione delle designazioni arbitrali. “Una volta funzionava ora no, perchè le designazioni delle partite della nostra provincia venivano gestite da Catania e ora da Palermo, che sembra assegnare a caso le designazioni. Non conoscono le squadre. Questo non è giusto perchè così si utilizzano le società solo per il proprio tornaconto“.

E sulla questione campi Gullotti conclude: “Sono stato invitato a partecipare a riunioni sull’utilizzo dei campi senza che mi sia mai stato dato un turno. Si sapeva che alcuni impianti a Catania non sarebbero stati mai riaperti, ma noi dovevamo avere la possibilità di andare ad allenarci da qualche parte, piuttosto che pagare 37.50€ ad allenamento all’istituto Leonardo da Vinci. Quest’istituto ha giustamento un introito dagli affitti, oggi devo piuttosto ringraziarli per alcune concessioni che ci hanno fatto, capita la nostra condizione“.