Trapani ospita Capo D’Orlando per il derby, i numeri dei paladini, occhio a Triche

Dopo la dolorosa retrocessione della passata stagione, la “rinascita” è stata affidata all’ex coach di Cantù Marco Sodini che ha firmato due americani da piano di sopra che, di fatto, gestiscono oltre il 50% delle conclusioni dal campo della squadra. Di certo le rotazioni non sono il punto di forza della Benfapp ed agli “altri” non rimane che colpire sugli spazi creati dalla coppia U.S.A. Secondo miglior attacco del girone ed, al contempo, una delle peggiori difese (stesso trend di Trapani) hanno garantito un buon rendimento nel girone di andata, “frenato” dall’inaspettata sconfitta casalinga contro Latina che riduce notevolmente le speranze di partecipare alla Coppa Italia. Andiamo ai singoli. Quasi 20 tentativi a match sono affidati alla guardia, ex Trento, Brandon Triche (1991) che si è formato alla prestigiosa Syracuse con lo storico coach Jim Boeheim, uno dei santoni del basket NCAA. È un esterno completo, con tiro, capacità di giocare in pick and roll ed, inoltre, di dare una mano nella costruzione del gioco. Devastante poi in uno contro uno, per via di gambe alla dinamite. Finora ha contribuito notevolmente alla causa con 24.9 p.ti, 7.5 falli subiti, 5.5 rimbalzi e ben 6 assist di media. Conclude con il 47% da due ed il 37% da tre che, in virtù dei tanti tentativi, sono tanta roba. Qualche neo? Troppe le quasi 4 perse per gara e, quando non è in serata di tiro, tende ad intristirsi più del dovuto. Reduce dal 6/25 dal campo contro Latina. L’esterno del 1996, ex Casale Monferrato, Simone Bellan assicura lotta, rimbalzi ed una gran difesa sul miglior marcatore avversario, anche se i punti che porta in dote non sono tanti, nonostante un discreto tiro. Finora garantisce una preziosa mano con 5.4 p.ti (38% da due, 33% da tre), a cui aggiunge 4 rimbalzi nei quasi 24’ di utilizzo medio. L’ala Jacopo Lucarelli (1996) arriva dalla B di Firenze dove viaggiava in doppia cifra. Ha un buon tiro dai 6.75 ed i suoi numeri, al momento, recitano 9.4 p.ti e 4.7 rimbalzi per gara. Il 64% da due è stratosferico ma il 34% da tre (su quasi 3 tentativi) è migliorabile. Il ruolo di “quattro” è di Jordan Parks (1994), ex Trieste, che è un lungo dinamico, che gioca prevalentemente fronte a canestro e fuori dal pitturato dove, oltre a colpire dalla distanza, può partire in palleggio per attaccare il ferro. Ottima propensione a rimbalzo ed a campo aperto dove non fa mancare giocate spettacolari. Le sue medie: 22.4 p.ti, 4.9 falli subiti, 7.6 rimbalzi e 2.1 assist a match. Tira anche da tre (36% su oltre tre conclusioni ad uscita) ma è dalla media che fa valere il suo atletismo (50% su quasi 14 tiri da due ad allacciata di scarpe). Tecnicamente forse più “tre” ma con quelle gambe si mangia il pitturato! Il “cinque” è Davide Bruttini (1987), specialista in promozioni (ben tre consecutive con Torino, Brescia e Virtus Bologna) che, da gregario di lusso delle ultime annate, è chiamato al ruolo di terzo terminale offensivo. Sta facendo più che bene e, pur non disponendo di tantissimi centimetri, non fa certo mancare grinta e determinazione nei pressi dell’area colorata. Assicura rimbalzi e presidia il canestro senza alcuna remora nel fare a spallate con avversari spesso più prestanti fisicamente. Ecco le sue statistiche stagionali: 13.8 p.ti (59% da due), 4.7 falli subiti e ben 8.5 rimbalzi per partita. Insostituibile! Sul perimetro troviamo l’ex Latina, Roseto e Tortona Nicola Mei (1985) che mette al servizio della causa la sua notevole esperienza. Sta tirando insolitamente male da oltre l’arco dei 6.75 ma, più in generale, coniuga bene le sue qualità di costruttore di gioco con quelle di realizzatore. Con il suo spiccato senso tattico è un tassello prezioso per coach Sodini. Finora va a referto con 4 p.ti, 1.9 assist ed un rivedibile 24% dalla distanza che è la specialità della casa. Investimento pluriennale sul playmaker del 2000 Matteo Laganà che è cresciuto tra Reggio Calabria ed il settore giovanile dell’Olimpia Milano (anche un’esperienza in B per lui). Regista d’ordine che pressa il portatore di palla avversario e gioca per i compagni, concludendo prevalentemente da fuori (29% da tre su oltre 3 conclusioni per gara) mentre di rado si butta dentro o gioca uno contro uno. Completa l’opera assicurando alla causa anche 4.9 p.ti, 2 rimbalzi e 1.9 assist per partita. Un po’ “spaesato” nelle ultime uscite. L’atletico 3/4 del 1998, ex Perugia (una stagione in B in doppia cifra), Joseph Mobio finora non aveva squillato ma il 3/3 dalla distanza contro Latina potrebbe regalargli quella fiducia in grado di tradurre sul parquet le sue notevoli doti fisiche ed il buon tiro da fuori. Completano infine il roster Andrea Donda, Marco Murabito e Lorenzo Neri, che finora sono rimasti ai margini delle rotazioni.