Basket femminile? Davide Passalacqua spiega: “Amore per la città e per la squadra prima del ritorno economico”

Davide Passalacqua
Davide Passalacqua

Martedì 18 agosto 2020 la Passalacqua Spedizioni Ragusa si ritroverà al PalaMinardi per iniziare l’ottavo anno di partecipazione alla Serie A1. La società siciliana è saldamente in testa ad un raggruppamento di realtà sportive che nella massima serie sono sempre riuscite a programmare con criterio e nonostante la crisi sanitaria proveranno a dire la loro in un campionato “impoverito” dall’ addio di Torino e la mancata wild card di Palermo e che vedrà gli esordi in A1 della Dinamo Sassari e Campobasso.

Ma non solo quest’anno geografie e dinamiche sono cambiate; da quando Ragusa ha conquistato la A1 la pallacanestro femminile è stata protagonista di cambiamenti anche storici.

Con quali motivazioni è possibile continuare a scommettere nella pallacanestro femminile?

La risposta è semplice e diretta ed è la passione. La voglia di competere e l’amore per la propria città. Il gusto e l’orgoglio di vedere la propria squadra e la propria creatura vincere e provare a vincere nonostante le difficoltà che possono esserci lungo il cammino, e nonostante le difficoltà maggiori che possiamo avere effettuando un percorso sportivo nella nostra bellissima Sicilia. Non si può giustificare il tempo impiegato e i soldi investiti, i vari mal di testa che si hanno durante le giornate per avere guadagni che nel basket femminile difficilmente recupererai. Credo – spiega il presidente – che la speranza di un ritorno economico non possa bastare. Se non hai altre “molle” interne difficilmente potrai svolgere un compito o fare un lavoro bene, perché il denaro è importante, ma gli uomini hanno bisogno di obiettivi e sfide maggiori per accettare questa scommessa“.

Come la Passalacqua Spedizioni Ragusa e cresciuta in questi anni in A1?

Il nostro primo anno in A1 vedeva un movimento che era in pienissima crisi economica. Società storiche come Geas e Venezia era retrocesse, Taranto che era stata l’antagonista a pari livello come roster e come budget di Schio era scomparasa. Priolo e Parma avevano fatto dei passi indietro e Lucca e Umbertide erano le dirette sfidanti di Schio. Ragusa arrivava in Serie A1 con un nucleo di italiane quasi tutte confermate in blocco dall’A2 e scommettendo su alcune giocatrici straniere: Riquna Williams che da lì a poco, dopo la firma del contratto avrebbe fatto il record di punti segnati in una partita Wnba; Ashley Walker che si è dimostrata una pivot completa; Olesya Malashenko che è stata più di una bella scommessa. Quell’anno è stato fantastico perchè con l’entusiasmo, partita dopo partita, siamo arrivati fino a giocarci un Gara 5 di Finale scudetto contro Schio da matricola, ottenendo alcuni record nel basket femminile. Da quell’anno con alti (2 Coppa Italia vinte e altre 3 finali scudetto raggiunte) e bassi siamo riusciti sempre a confermaci tra le squadre protagoniste nel massimo campionato femminile“.

Come crede sia cambiata la pallacanestro femminile italiana da quando Ragusa è in A1?

Oggi a differenza del nostro primo anno vedo molto più  squadre e società solide, con progetti impostati sul medio-lungo termine, cosa che durante il nostro primo anno sicuramente era molto minore e orientato a progetti centrati al singolo anno – spiega Davide Passalacqua -. Vincendo lo scudetto contro Schio, Lucca ci ha dato dimostrazione di come non conti solo il budget per vincere, ma la programmazione e le idee, che possono permettere di battere squadre dal budget ben superiore al proprio e sicuramente. Il loro risultato è stato un viatico importante che molte squadre hanno preso d’esempio”.

Che stagione sarà la 2020-2021?

Sicuramente la stagione prossima vede due super potenze in Schio e Venezia e poi buonissime squadre con dei bellissimi progetti che vanno portato avanti con costanza e coraggio. Tra queste squadre voglio inserire anche la nostra per progetto e per visione verso il futuro“.