La “cultura” dell’esposto alla Procura Federale

All’interno del movimento siciliano questa soluzione sembra sia diventata la più quotata in caso di problemi tra i tesserati, nel particolare caso in cui vengano espresse considerazioni che non piacciono.

Una comunicazione, a volte perfino utilizzata come minaccia, che tra colleghi e amanti dello stesso sport sta diventando la soluzione creando altre controversie e non conciliazione.

Gli esposti in Federazione quest’anno non sono mancati, in alcune circostanze probabilmente scambiati per il mezzo tramite cui cogliere l’occasione per porre soggettivamente rimedio a screzi passati. Archiviato. Per altre segnalazioni (apprese non dai diretti interessati, ma fonti altrettanto certe) scaturite invece dalla comunicazione fatte da società rispetto condizioni riconosciute come di disagio, l’iter è ancora in corso.

Singolare e rischiosa la scelta di segnalare alla Procura Federale la o le “voci ufficiali” dei dirigenti di società che, al pari di quanto spetta a tutte le realtà sportive, scelgono di condividere, per di più tramite organi ufficiali di stampa e non solo pagine ufficiali social, le problematiche che sentono di aver vissuto.

Quali sono gli obblighi a cui i tesserati devono ottemperare per non essere passibili di segnalazione?

Il Regolamento di Giustizia FIP è abbastanza chiaro e non vi è traccia di sanzioni per l’espressione di opinioni, perchè il divieto di “esprimere pubblicamente giudizi o rilievi lesivi della reputazione di persone o enti parimenti operanti nell’ambito federale, non fanno comunicati, non concedono interviste né danno comunque a terzi notizie o informazioni che riguardino fatti per i quali siano in corso indagini della Procura Generale” [art 2. punto 2].

Queste circostanze sono chiaramente sintomo della gravità del momento, di animi resi inquieti da una eccessiva politicizzazione dell’attività sportiva che in Sicilia sta togliendo il volto migliore del più sano agonismo sportivo a livello amatoriale.