SERIE B. Michele Catalani: “Tiriamo fuori tutto ciò che abbiamo, la storia della Fortitudo va onorata”

Michele Catalani nella foto di Giuseppe Greco

Manca sempre meno all’avvio dei playoff. La Fortitudo Agrigento, guidata da coach Michele Catalani, ha vissuto una settimana diversa.

Allenamenti, intensità e concentrazione. Sono giorni lungi in quel del PalaMoncada, tutto questo accade nei giorni antecedenti all’inizio della post season.

Abbiamo intervistato il coach della “Effe”: sensazioni, emozioni ed un mini-bilancio. Ecco le parole di coach Catalani

La “lotteria” dei play off sta per iniziare. Quali sono le sue sensazioni?

Abbiamo chiuso la nostra regular season con una netta vittoria su Varese già certi del nostro secondo posto in classifica e da quel momento abbiamo proiettato le nostre energie mentali e fisiche alla post season con il grande desiderio di farci trovare pronti. Anche se non conosciamo ancora il nome della nostra avversaria, una prima valutazione, magari scontata ma assolutamente vera, è il concetto per cui quando iniziano i playoff contano solo quelli. Non c’è uno sguardo al passato e non c’è visione che va oltre la serie, solo massima concentrazione sulla prossima gara”.

Nell’ultima conferenza stampa ha parlato di aggressività, che Fortitudo dobbiamo aspettarci in vista dei play off?

Credo che il passo in avanti da compiere ora debba essere mentale. Usciamo da un periodo intenso, le ultime giornate ci hanno consegnato due vittorie contro Piadena e Varese, dopo le partite contro Piacenza e Pavia in cui onestamente siamo stati sottotono. Vogliamo tornare a giocare ai nostri livelli sia in termini di intensità che di fluidità e sappiamo che nei playoff il margine di errore si riduce. Dovremo esprimerci al meglio, soprattutto nella consistenza che riusciremo a dare alla nostra difesa. Siamo consapevoli del livello che andremo ad affrontare, e sappiamo che tanto dipenderà dall’impatto che avremo con la serie e nelle singole gare. Adesso è il momento di tirare fuori tutto ciò che abbiamo con grande desiderio di competere”.

Una squadra giovane, molti dei giocatori sono alla prima esperienza in una competizione così importante. Come si preparano i più “piccoli” ai play off?

Dobbiamo prepararci insieme. Abbiamo ragazzi alla loro prima esperienza, ma anche giocatori che hanno affrontato tante sfide playoff e che sapranno guidare anche dal punto di vista emotivo i più giovani. Dovremo essere determinati nel voler dare ognuno il proprio contributo perché la squadra riesca ad esprimere la migliore pallacanestro possibile in entrambe le metà campo, senza paura di nulla. Dovremo affrontare insieme ogni momento di difficoltà che inevitabilmente affronteremo, e il modo con cui reagiremo, sarà determinante”.

A livello personale, come ha vissuto la tua prima stagione ad Agrigento e qual è il suo bilancio?

“Finora la stagione è stata molto positiva, ma non mi piace fare bilanci alle porte della fase più calda. La cosa che mi dispiace di più è non aver potuto godere del supporto del nostro pubblico in questa annata stranissima, ma spero che presto i tifosi possano tornare a riempire gli spalti del PalaMoncada. Agrigento è una città bellissima, sapevo di arrivare in un club che negli ultimi anni ha fatto sempre molto bene al piano superiore e che si apprestava ad inaugurare un nuovo progetto. Ho apprezzato la qualità delle persone, che poi è il segreto che sta dietro ad ogni organizzazione di successo; dal presidente Moncada a Cristian Mayer, ai quali va il mio ringraziamento per avermi scelto e per il modo in cui mi hanno permesso di svolgere il mio lavoro, nasce un progetto che guarda lontano e che in questo momento storicamente complicato, brilla di luce propria. La Fortitudo ha una bellissima storia che merita di essere onorata ogni giorno dando sempre il massimo. Il finale di questa stagione deve essere ancora scritto”.