Totò Genovese salva la Viola e progetta il 10° anno del Bomber Camp. Nomi Centenario? “Non solo colpa della Correnti”

Salvatore Genovese con la maglia della Viola Reggio Calabria (ph Serranò RAC)

Totò Genovese con la maglia nero-arancio della Viola Reggio Calabria ha chiuso la stagione con oltre 17 punti di media e quasi il 50 per cento al tiro nel Girone D della Serie B, ma soprattutto con una salvezza d’impatto nell’anno della pandemia. Pochi giorni per il trasloco da Reggio, poi un salto a Como e il ritorno in Sicilia per l’edizione numero 10 del Bomber Camp.

Il camp, però, è a rischio a causa delle conseguenze portate dal Covid-19 sulle squadre giovanili ed lo stesso giocatore a spiegare perchè.

Il camp a Terrasini è una bella sfida, proveremo a farlo, ma se non va quest’anno ci riproveremo il prossimo anno. Ho uno staff composto da persone competenti che non si arrendono alle prime difficoltà. La struttura che abbiamo scelto a causa della pandemia non ci permette di attivare la formula day camp utile per i gruppi palermitani. Inoltre, ci siamo resi conto che molte società hanno perso iscritti a causa dell’emergenza sanitaria, una notizia che reputo triste a prescindere dalla realizzazione dell’evento. C’è dell’interesse, quindi non demordiamo, ma ripeto tante società fanno fatica a trovare i ragazzi per l’attività di base dopo il Covid-19. Abbiamo comunque in programma oltre al camp di Terrasini altre attività in Sicilia Occidentale con l’obiettivo di riavvicinare i ragazzi alla pallacanestro“.

Ad un passo dal ritorno in Sicilia (casa Virtus Ragusa), Genovese ha poi scelto la Viola Reggio Calabria del “suo” allenatore Domenico Bolignano. Lo ha fatto senza immaginare sarebbe stata un’annata di sofferto upgrade!

Sono soddisfatto della mia stagione a Reggio, ho giocato 35-36 minuti a partita, anche perchè il Covid-19 ha rivoluzionato i piani stagionali della società. Sono arrivato qui sapendo di giocare in una squadra corta che si sarebbe arricchita nel corso della stagione, questo non è successo per le difficoltà portate dalla pandemia. Ha significato uno sforzo maggiore da parte di tutti, quindi uno sforzo maggiore anche per me. Con la Viola quest’anno ho fatto un upgrade come giocatore. Abbiamo ottenuto una salvezza in carrozza e mai avrei permesso sarebbe andata diversamente. La “macchia” di far retrocedere la Viola non l’avrei sopportata, non poteva far parte della storia di questa società e della mia carriera. Ho giocato sempre annate da play off in Serie B e idem in Serie A2. Sono stato sempre abituato a progetti da questa impronta, quest’anno non era mentalmente facile. I play out sono roba per uomini veri, se vinci sei apposto ma se perdi sei nella m**. Mentalmente questo spettro mi è pesato tanto, alla fine di tutto sono scoppiato in lacrime. Nel Sud Italia la Viola è la società più gloriosa che c’è, mio papà che ha lavorato per anni in Calabria era tifoso della Viola. Quando ho iniziato a Messina i miei allenatori provenivano dalla Viola. Andare a giocarci e rischiare di far rallentare il nuovo progetto, sostenuto dai tifosi con grandi sforzi economici, all’inizio sarebbe stata una macchia indelebile. La Viola per un ragazzo del Sud è come l’Olimpia Milano”.

Totò Genovese non è tra i siciliani premiati per il Centenario della Fip festeggiato in Sicilia.

Ho saputo dell’iniziativa leggendo Siciliabasket nelle scorse settimane e inizialmente non avevo neanche dato peso alla notizia perché il mio unico pensiero era la salvezza della Viola da portare a casa. Terminati i play out per curiosità sono andato a leggere la lista e ho trovato amici, nomi che hanno dato lustro alla pallacanestro siciliana, ma anche tanti nomi che mancavano.
A Ragusa è nato Riccardo Sbezzi, procuratore siciliano e anche mio procuratore che gestisce gran parte del mercato italiano. Manca Tracuzzi che fine ha fatto? Angelo Destasio perchè non c’è? Potrei farti tanti altri nomi come dell’allenatore trapanese Giuseppe Barbara, coach di Aradori e Gallinari con all’attivo dieci finali nazionali giovanili. La mia assenza tra i premiati non cambia la mia carriera o il corso della mia vita, ma certi personaggi come si fa a non considerarli? Tutti ce l’hanno con la Correnti, ma credo sia colpa di tutti, anche di chi poteva e non ha posto rimedio. Colpa è anche di chi resta in silenzio. Bisogna parlare in modo costruttivo, per migliorare tutti, per migliorare il movimento cestistico siciliano“.