Pallacanestro Trapani, i numeri della prossima avversaria Casale

Coach Mattia Ferrari da anni punta su un sistema tattico in cui transizione, gioco offensivo e punteggi alti la fanno da padrone. La rotazione, anche per via di qualche infortunio, al momento è un po’ corta, e conseguentemente si è pagato qualcosa in termini di intensità di gioco in quel di Capo D’Orlando, dove Casale è uscita sconfitta per 100-82, perdendo quella meticolosa applicazione difensiva per tutti i 40’ che rappresenta un altro must di Ferrari. L’obiettivo di ritornare al piano di sopra non pare prioritario in questa stagione ma, raggiunto l’equilibrio tattico e recuperato qualche assente (Martinoni e Redivo), puntare la post season è nelle corde della Junior. Non ci resta che presentare il roster della Novipiù. La stagione di lancio e tanto spazio per il 2001 Gora Camara, centro senegalese in prestito dalla Virtus Bologna. Prospetto internazionale, per via di braccia infinite e taglia fisica da piano di sopra. Ottimo inizio per lui, sia in SuperCoppa che all’esordio, con 24’ di campo, 14 p.ti, un pregevole 75% da sotto (6/8 da due), 11 rimbalzi. Insomma, “doppia doppia” e prospettive da grande salto immediato. Migliorabile invece dalla lunetta. Sul perimetro c’è il play-guardia, del 1993, confermato, Simone Tomasini che è un esterno molto duttile che ha una buona visione di gioco e può ricoprire tutti i ruoli sul perimetro. Il 40% da tre a Capo depone in favore della sensibilità delle sue mani. Per il resto molto bene, con quasi 40’ di campo, 24 p.ti (6/8 da due), 6 falli subiti (6/7 ai liberi), 5 rimbalzi e ben 6 assist. Giocatote completo, che di anno in anno fornisce un apporto sempre più a tutto campo, e soprattutto in entrambi i lati del campo. Cresciuto anche come playmaking. Sicurezza! Esordio da Americano. Altra guardia, l’ex Cantù (6.8 p.ti in 11 partite in A) e Treviglio (19.1 p.ti con il 38% da tre in 9 partite) tra cui si è diviso la passata annata, Corban Collins (1994) che è il recente innesto ed importante opzione offensiva, che permette all’argentino Lucio Redivo di recuperare pienamente coi tempi giusti. Per lui tanta esperienza, anche in Germania e Svezia, che gli permette di rendersi utile in diverse fasi del gioco. Bene da fuori, arma che usa prevalentemente. Alla prima determinante l’assenza del’ala pivot, nonché capitano storico, Niccolò Martinoni (1989), “quattro” atipico che si affida alle mani da esterno puro. È esponenzialmente migliorato negli anni anche nella veste da intimidatore d’area, con diverse stoppate a referto, dimostrandosi più “cattivo” del passato! Se non dovesse giocare contro Trapani, mancheranno la sua proverbiale “doppia doppia” (p.ti e rimbalzi), le storicamente buone % da due e tanta leadership. Alterno di solito da tre, arma che, non di rado, usa per “aprire” il campo e colpire i più lenti lunghi avversari. “Vede” inoltre bene il gioco, con notevole capacità di assistman (per il ruolo). Migliora col passare degli anni, insostituibile!! In forte dubbio. Grande impatto anche per il play-guardia, il confermato 1999, Fabio Valentini che, negli anni, ha scalato le gerarchie e guadagnato posizioni importanti. Sta crescendo da fuori mentre punge ancora poco in uno contro uno. Sul perimetro una grossa mano, e minuti importanti (22’ all’esordio), arrivano anche dal fratello Luca (Valentini) (1997) che è cresciuto nell’ottimo vivaio di Casale ma che ha girato parecchi per “costruirsi”, con un’ottima annata alle spalle in quel di Imola in A2 (6.3 p.ti, 3.3 rimbalzi, 2.3 assist in poco più di 20’ per partita). Con l’Orlandina ha fatto girare bene la squadra (6 assist per lui) ma è stato poco intraprendente nel mettersi in proprio, steccando dai 6.75. Può dare una mano a rimbalzo. Super titolare al momento l’atipica ala del 1996 Daniel Donzelli, ex Biella, che ha già fatturato buoni numeri (15 p.ti oltre 6 rimbalzi nel primo match di stagione). Decisivo il suo gioco fronte a canestro, dove sfrutta un tiro migliorato di anno in anno (40% da 3 alla prima) e, più in generale, doti tecniche che mandano spesso al bar i più statici avversari diretti. Aggiunge falli subiti e qualche recupero per gara. Argento vivo! A Capo D’orlando ha un po’ sparacchiato dalla media, forse prendendosi più tiri del dovuto. L’ala U.S.A. del 1992 Sam Thompson è di scuola prestigiosa, avendo fatto il college con Ohio State Buckeyes, compagno di squadra di Amedeo Della Valle ed allenato dal celebre coach Thad Matta. Fuori dagli States, per lui esperienze in Ungheria ed in Asia. Atletico e spettacolare, imprime grande energia sia in attacco che in difesa (dove eccelle), ed alla voce rimbalzi fa letteralmente il vuoto, come dimostrato contro l’Orlandina (ben 9 per lui), anche se dal campo ha torturato il canestro con un rivedibile 4/15. Tanti falli subiti (5) ma anche commessi (5). Energia da incanalare nei giusti binari ancora e mani da migliorare. Troviamo poi il 2003, guardia, Alessandro Sirchia, il playmaker del 2002 Carlo Cappelletti e l’ala del 2001 Yannick Giombini che al momento appaiono ai margini delle rotazioni.