Angela Gianolla saluta il basket giocato: “Difficile smettere, ma la proposta di Ragusa è stata stimolante”

La giocatrice veneta ha accettato di riscoprire il ruolo di assistente allenatrice della Passalacqua Spedizoni Ragusa nella stagione 2019-2020

Dopo 14 stagioni di basket giocato Angela Giannolla ha salutato il parquet.

Alla vigilia del campionato 2005-2006, accettando la proposta di vestire la maglia di Priolo fatta dal ragusano Santino Coppa, ha iniziato di fatto la sua carriera da professionista lontano dal Veneto. Oltre dieci anni dopo, lo staff ibleo del presidente Davide Passalacqua, le palesa l’opportunità di lavorare come assistente allenatore alla Passalacqua Spedizioni, dando il là ad una promettente carriera da allenatrice.

Angela Gianolla al PalaEnichem contro il Famila Schio nel 2009

La Sicilia ha avuto un ruolo cruciale, non lo avrei immaginato – confessa l’ex giocatrice di Venezia, Priolo, Schio, Taranto, Lucca, San Martino di Lupo e playmaker della Nazionale -. A Priolo Santino Coppa mi ha lanciata come giocatrice professionista, ora l’opportunità di iniziare a scoprire il ruolo di allenatrice a Ragusa. Indubbiamente la mia carriera, in questa regione, ha vissuto momenti importanti“.

Difficile lasciare il campo, ma la proposta arrivata quest’estate è sembrata irrinunciabile. “Negli ultimi anni ho sempre pensato che le stagione a venire fossero sempre le migliori per smettere di giocare! Obiettivamente la passione cresceva invece di diminuire e a 39 anni avrei probabilmente potuto giocare l’ultimo campionato per arrivare ai 40 anni. Ho rinunciato anche a delle proposte di mercato. Il progetto che mi ha presentato la società, però, mi ha convinta ad iniziare il cammino da allenatrice. Non c’ho pensato due volte considerata anche l’importanza degli obiettivi di Ragusa“.

18 anni di esperienza nella pallacanestro femminile italiana sono un bagaglio discreto da cui cominciare. “Sono qui per imparare – spiega Gianolla -. Utilizzerò chiaramente la mia esperienza da giocatrice ma dovrò necessariamente affiancare la conoscenza della metodologia per far bene. Ho tanta curiosità e proverò ad assorbire il più possibile dai miei nuovi colleghi. Il mio ruolo di assistente allenatore chiederà anche cura della comunicazione tra staff e spogliatoio. E a proposito di spogliatoio so mi mancherà, ma al momento sono felice di non dover affrontare la preparazione atletica! Ho rimandato il più possibile l’idea di smettere, ma sono entusiasta del nuovo cammino che inizio qui a Ragusa“.