Pallacanestro Bagheria ’92, la riflessione del responsabile tecnico Pietro Aiello: “Continueremo a promuovere lo sport che amiamo”

Pietro Aiello nella foto di Roberto Lo Bianco

Ventinove anni di attività possono essere concentrate in poche righe?

La risposta è positiva e lo dimostra il responsabile tecnico della Pallacanestro Bagheria ’92 Pietro Aiello, autore di una riflessione che analizza i tempi della crisi sanitaria in ottica dell’obiettivo che la società bagherese continua a prefissarsi dal 1991: la promozione della pallacanestro partendo dallo sport di base, dando fiducia alle risorse sportive locali.

Un campionato vinto, quello di Promozione, in trionfo e uno disastroso interrotto all’ultima partita. Quello che ci resta – spiega il Responsabile tecnico della Pallacanestro Bagheria ’92 – sono certamente infinite emozioni di felicità e di tristezza, di orgoglio ma anche di frustrazione. Ma il bello dello sport è questo e bisogna accettare tutto ciò che viene per ampliare le proprie esperienze. La Pallacanestro Bagheria esiste dal 1991 e durerà ancora per tanti anni con l’obiettivo di promuovere lo sport che amiamo. Negli anni ha disputato campionati di serie C, D, Promozione, ha sempre basato la propria attività sul minibasket e sull’avviamento allo sport della Pallacanestro. Da sempre disputa tutti i campionati giovanili, dall’under 13 all’under 18 riuscendo spesso a ben figurare. Tanti sono stati i campionati giovanili regionali vinti ma altrettanto sono state le “batoste” prese da compagini meglio attrezzate. ​ La cosa che comunque ci ha sempre accompagnato è la passione e la professionalità che oggigiorno è spesso scambiata con la parola professionismo. Misurarsi con squadre di serie D che annoverano nel proprio roster tanti stranieri, noi che giochiamo con i “locali”, è impari. Siamo nell’era del tutto e subito e lo sport non può esimersi da questa maniera di agire. Siamo dell’idea che i campionari regionali debbano essere espressione del movimento territoriale e che questo professionismo forzato possa soltanto far male alla nostra pallacanestro. Ma le regole sono queste e bisogna accettarle. La crisi Covid ci ha indotto a riflettere quali siano le priorità e alla luce dell’incertezza la nostra scelta è quella di fare un passo indietro e rinunciare al campionato. La nostra città è un territorio dove è molto difficile trovare risorse che ti consentano di approcciarsi ad un campionato impegnativo con le spalle ben coperte e anche per tale ragione pensiamo sia più equilibrato attenzionare la base per promuovere l’attività tra i giovani. Negli anni abbiamo costruito una struttura tecnica fatta di istruttori, allenatori e preparatori atletici di primordine, abbiamo la fortuna di avere due strutture sportive dove potere fare gli allenamenti e centinaia di cestisti innamorati di questo sport. Ringraziamo tutti quei ragazzi senior che ci hanno dato la loro disponibilità “gratuitamente” e che hanno creduto nel nostro progetto e speriamo che qualcuno di loro abbia la passione per continuare a sognare”.