Trapani prepara la trasferta di Biella, attenzione a Ferguson

Okoye e Ducarello - Pallacanestro Trapani
Okoye e Ducarello - Pallacanestro Trapani

In estate l’Angelico ha perso diversi pezzi pregiati, non esitando nel dare nuove responsabilità ai tanti giovani del proprio vivaio. La squadra piemontese ha faticato non poco ad inizio stagione ma, con il passare delle partite, coach Michele Carrea ha trovato i giusti equilibri, gestendo saggiamente il mix tra gioventù ed esperienza a sua disposizione. Biella ha così archiviato in fretta la pratica salvezza e si trova, meritatamente, in piena lotta per conquistare un posto nei play-off. Dal punto di vista tecnico il marchio di fabbrica non è certo cambiato, contraddistinto da un basket aggressivo e veloce, tirando spesso in transizione dopo appena pochi secondi dall’inizio dei 24”. Ecco i singoli componenti del roster. Nel perimetro il giocatore più pericoloso è la guardia americana Jazzmarr Ferguson (1988), cecchino dal ventello facile, che può oltretutto dare una mano in cabina di regia. Si fa ammirare per la sua rapidità, l’abilità al tiro da fuori e, anche se fa meno rumore, per l’eccellente propensione al passaggio. Finora non sta certo deludendo, viaggiando con numeri da urlo: 22.7 p.ti, 4.3 falli subiti, 2.7 rimbalzi e 3.4 assist per gara. Tira tantissimo (quasi 20 tentativi ad incontro), ma le percentuali lo premiano, con il 45% da due ed il 38% da tre. In costante crescita è senz’altro l’ala piccola Niccolò De Vico (1994), a cui per la prima stagione viene concesso uno spazio realmente importante. Sta ripagando la fiducia in lui riposta con 11.8 p.ti, 3 falli subiti e 3 rimbalzi di media. Tira bene da due (50%), nonostante la specialità della casa sia il tiro da oltre l’arco dei 6.75, che lo vede concludere con il 31%, su quasi cinque tentativi ad allacciata di scarpe. Dopo il grave infortunio della talentuosa ala forte Mike Hall, alla corte di coach Carrea è arrivata l’esplosiva ala britannica William Saunders (1991), che è un rookie dotato di un gran tiro da tre e che, inoltre, assicura un buon contributo nella lotta a rimbalzo. Ha giocato la prima parte di stagione nelle fila di Casale Monferrato e, nelle prime quatto uscite con Biella, ha fatto registrare buone cose, risultando molto preciso da sotto e un po’ meno dalla distanza. Non ha certo il talento di Mike Hall, ma è un giocatore solido, che si è già inserito alla perfezione nei meccanismi dell’Angelico. Il centro della squadra è l’esperto Luca Infante (1982), che non fa mai mancare grinta e determinazione nei pressi del pitturato. Finora va a referto con 8 p.ti (64% da due), catturando anche 5.4 rimbalzi per gara. Non di rado ci prova anche da tre, ma con alterne fortune (27%). Nonostante la verve da lottatore, non disdegna anche il ruolo di regista aggiunto della squadra, per i cui equilibri è un elemento insostituibile. Un altro atleta di spessore è il “quattro” tattico Simone Pierich (1981), che, all’andata, saltò l’incontro di Trapani per via di una lussazione alla spalla sinistra. Sta garantendo buoni numeri: 9.8 p.ti, 3 rimbalzi, il 49% da due ed il 35% da tre, specialità che usa più del tiro da sotto. Biella non può fare a meno del suo temperamento e del micidiale tiro da fuori. Un buon contributo arriva poi dall’esperto pivot Diego Banti (1983), ex Latina, che ha nel suo curriculum ben tre promozioni nell’allora Legadue. È un lungo solido, che si danna l’anima in difesa, dove mette al servizio della causa la propria dinamicità. Assicura fino a questo momento 3.8 p.ti (53% da due), oltre a 1.9 rimbalzi per partita. L’ala Andrea La Torre (1997) è un prospetto interessantissimo del basket nostrano che, così giovane, ha già strappato un contratto pluriennale con Milano, che lo ha poi girato in prestito proprio a Biella. Finora sta faticando un po’, facendo registrare statistiche al di sotto delle aspettative: 2.7 p.ti, con il 18% da tre, in 15’ di permanenza media sul parquet. Ha invece scalato le gerarchie di inizio stagione il playmaker del 1985 Marco Venuto, che rimane in campo ben 23’ ad incontro, contribuendo alla causa con una regia oculata, a cui aggiunge 3.1 p.ti e 1.6 assist a match. Migliorabili, però, le percentuali dal campo (24% da due, 27% da tre). È arrivato in corsa anche l’ex granata Ariel Svoboda (1985), esperta guardia che, nei minuti concessi, si sta facendo trovare pronto. Troviamo, infine, anche il pivot del 1997 Luca Rattalino e la guardia Luca Pollone (1997), che finora non hanno trovato tanto spazio nelle rotazioni e hanno dato una preziosa mano negli allenamenti quotidiani.