Cefalù contro Canicattì vuol tornare a correre

Zannella Basket Cefalù - photo Martina Badami
Zannella Basket Cefalù - foto Martina Badami

“The first cut is the deepest”, cantava Cat Stevens, ed è innegabile che la prima sconfitta in campionato dei nostri ragazzi abbia lasciato un certo senso di sbigottimento negli appassionati cefaludesi, ormai assuefatti all’incredibile ruolino di marcia della capolista, che non conosceva sosta dal 24 maggio 2015. Ma, come non è possibile concepire la luce senza il buio, così la battuta d’arresto della scorsa domenica in quel di Siracusa rappresenta paradossalmente un tributo al grandissimo lavoro fin qui svolto dai ragazzi di Coach Priulla, testimoniando il valore di un campionato pieno di avversarie competitive, desiderose di mettersi in luce ogniqualvolta ce ne sia l’occasione.
Archiviata la parentesi della scorsa giornata, la Zannella Basket si rituffa nel campionato ancor più compatta e motivata, ed il calendario regala una splendida occasione per ripartire alla grande, e rinfocolare, se ce ne fosse bisogno, l’entusiasmo di una piazza che vive di pane e basket: alle 18:00 di domani, infatti, sul parquet del Pala Ignazio Cefalù scenderà la Virtus Basket Canicattì, ed è ovvio che per il pubblico cefaludese non potrà mai essere una partita come le altre.
Più che una partita, infatti, la storica rivalità tra le due formazioni potrebbe essere immortalata in un’ottima saga cinematografica, di cui il primo capitolo è impresso, indelebile, nell’animo del popolo cefaludese: era l’estate del 2004 quando, in una infuocata finale play-off, del campionato di serie C, il Cefalù allenato da Coach Ministero, e guidato dal bomber argentino Beto Manzo, sconfisse i biancorossi agrigentini conquistando l’ultima promozione in Serie B ottenuta all’ombra della Cattedrale, nel tripudio di una città intera.
Come nelle migliori sceneggiature, i destini delle due formazioni sono tornati ad incrociarsi nuovamente, con un elemento che rende il tutto ancor più affascinante, dato che proprio Manzo siederà domani sulla panchina di Canicattì come allenatore, e non si esclude che possa anche scendere in campo per dare una mano al proprio team.
Con un “flash-forward” si può giungere alla sfida del girone d’andata, che ha confermato ancora una volta come Cefalù-Canicattì sia una partita speciale: in quell’occasione i biancazzurri hanno violato il Palasport “Livatino-Saetta” con una “bomba” sul fil di sirena ad opera di Marco Mollura, rendendo il paragone cinematografico introdotto precedentemente ancor più calzante, in una riproduzione “real-life” delle battute conclusive di “Hoosiers-Colpo Vincente”, pellicola di riferimento per ogni amante della palla a spicchi, e non solo.
Quella appena descritta fu una vittoria che diede ancor più consapevolezza dei propri mezzi alla Zannella, nei confronti di un avversario imbattuto fino a quel momento della stagione, e che, nonostante alcuni avvicendamenti nel proprio roster (la partenza degli americani Mancasola e Griffin, l’arrivo del fromboliere Garner) ha dimostrato durante tutto l’arco del campionato di essere una vera e propria “big” del torneo, pronta a dare battaglia contro ogni avversario presentatosi al proprio cospetto.
Domani, quindi, andrà in scena un nuovo capitolo di questa “saga” che ormai si protrae da un decennio, regalando sempre nuove emozioni a quanti hanno avuto la fortuna di viverla come parte attiva della contesa. E per parte attiva si intende anche il pubblico. Soprattutto il pubblico. Che domani, al Pala Ignazio, non dovrà venire munito di pop-corn, ma, come sempre, della propria voce, della propria passione a sostegno dei colori biancazzurri, per condurre i propri beniamini alla conquista di un “happy ending” sognato da ogni supporter cefaludese.