La Fortitudo è ritornata al piano di sopra di gran carriera, e con risultati eccellenti che la pongono in  classifica subito dopo le grandi. Merito anche, e soprattutto, dell’ottimo coach Devis Cagnardi che  tanto bene aveva già fatto nell’ultima esperienza in A2 di Agrigento. In estate il nucleo storico della  promozione è stato confermato, puntellandolo con innesti mirati, costruendo un roster “leggero”,  votato alla transizione, con diversi atleti pronti a sfruttare la loro atipicità. Nascondendo qualche  lacuna in fatto di centimetri e stazza, ed affidandosi ad un basket che non può che prendere linfa  partendo dall’aggressività difensiva. Ecco i singoli. Il playmaker è Alessandro Grande (1994) che  ormai è un giocatore esperto della categoria che, dopo la “scuola” della Stella Azzurra Roma, ha già  vissuto con Veroli, Mantova, Biella, Latina. Il talento non gli manca di certo e la sua mano da fuori  è sempre onfire. In grande crescita, negli anni, anche nella qualità della gestione dei possessi. Mani  leste e gambe alla dinamite. Notevole atletismo, oltretutto, per un giocatore che deve dare ritmo e,  quando occorre, mettersi in proprio. Doppia cifra di media assicurata. Le sue cifre: 15.2 p.ti, 3.6  falli subiti, 2.5 rimbalzi e 3.3 assist di media. Tira in prevalenza da tre (quasi 8 tentativi per gara,  con il 34%). Più di 3 perse di media, ma si carica di tante responsabilità. Americano di fatto. Sul  perimetro troviamo anche Daeshon Francis (1996) che viene da un’ottima stagione in Ucraina (14  p.ti + 6.3 rimbalzi di media) dove ha confermato la dimensione di esterno all-around, capace di  garantire buoni bottini ma, al contempo, di dare una notevole mano a rimbalzo, grazie al suo  debordante atletismo che lo porta ad essere molto efficace in particolar modo a rimbalzo. Può  giocare le tre posizioni sul perimetro ed, in difesa, all’occorrenza accoppiarsi con i “4”. Giocatore di squadra, non certo un mangiapalloni. La transizione è tra le sue situazioni di gioco preferite ed,  oltretutto, non si tira indietro nella propria metà campo. Eclettico ed intenso. Viaggia con 11.6 p.ti,  2.7 falli subiti, 3.4 rimbalzi e 2.8 assist, segno che “vede” bene i compagni. Tira il giusto, e con  buonissimi dividendi (63% da due, 48% da tre). Giocatore di sistema. Lorenzo Ambrosin (1997),  pescato nell’estate del 2017 in serie C proprio da Agrigento, dopo diverse esperienze di livello  (compresa quella a Tortona), è tornato la passata stagione in corsa, per mettere definitivamente le  mani sulla promozione che, infatti, non è sfuggita. Grande apporto offensivo, in diverse fasi del  gioco, garantisce inoltre una decisiva mano sia a rimbalzo che in difesa. La doppia cifra di media è  ormai una consuetudine, nonostante storicamente le percentuali dal campo, sia da due che dalla  distanza (specialità di cui ogni tanto abusa), siano migliorabili. Capace di trovare il tiro anche fuori  equilibrio, può anche portare palla. Duttile. Va a referto con 14.5 p.ti (46% da due, 33% da tre), 4.1  falli subiti, 3.3 rimbalzi e quasi 2 assist ad uscita. L’ala forte è l’eterno capitano di mille battaglie  (solo una piccola parentesi in quel di Biella) Albano Chiarastella (1985) che riveste alla perfezione  il ruolo di “quattro” atipico, prediligendo il gioco fronte a canestro. Così facendo, porta i lunghi  avversari lontano dall’area colorata, in terre a loro meno congeniali. Non è certo un intimidatore  d’area ma fa valere con astuzia le sue doti tecniche da esterno puro. Non più un lungo da doppia  cifra di media certa ma è spesso confortato dalle percentuali al tiro che ben seleziona, mentre la  presenza a rimbalzo è innata. Preziosa poi la sua abilità nel fornire assist ai compagni, che spesso lo  “trasformano” nel ruolo di regista occulto della squadra. In stagione 4.3 p.ti (43% da due, 41% da  tre, pur su pochi tentativi), 7.2 rimbalzi, ben 4.8 assist di media, una sorta di record per il ruolo.  Elemento di equilibrio del gioco. Sotto canestro troviamo l’atletismo di Kevin Marfo (1997), che è  un lungo dinamico, con caratteristiche fronte a canestro dove può sfruttare la sua rapidità rispetto ad  avversari più pesanti. Nella sua carriera collegiale (Quinnipiac) ha dimostrato ottima propensione a  rimbalzo ed una sopraffina capacità di passatore, in particolar modo dal post alto. Non tanti 

centimetri a disposizione, ma stazza notevole che gli permette di ingombrare l’area colorata, grazie  anche ad un’energia innata. Atipico, può “aprire” il campo sia col tiro dalla distanza che partendo in  1c1. I suoi numeri finora: 13.5 p.ti (57% da due), 3.1 falli subiti, 7.8 rimbalzi, 1.5 assist di media.  Ogni tanto ci prova anche dai 6.75 (50% da tre, pur utilizzando poco tale soluzione). Di contro, 3  perse di media, ma spesso cerca la giocata, o l’assist, di difficile fattura. In crescita, quello che è  certamente un titolare di fatto, l’ala Cosimo Costi (2000), ex Bergamo e MVP qualche anno fa  della finale (vinta) del campionato Under 18 Eccellenza con la HSC Roma con cui ha anche fatto  un’ottima esperienza (in doppia cifra di media) in B. Può giocare anche da “quattro” atipico, che  apre il campo. Da “tre” può portare “sotto” esterni avversari più leggeri. Assicura dinamismo,  rimbalzi e tiro da fuori. Prezioso tatticamente. In stagione 10.3 p.ti, 2.8 falli subiti, 3.7 rimbalzi, il  54% da due ed il 33% da tre, arma che usa più del tiro dalla media (quasi 4 volte a match). Esploso.  Poi il lungo, scuola Virtus Bologna, Mait Peterson (2002) che da minuti (15’ di utilizzo medio) di  qualità e sostanza nel pitturato, allungando le rotazioni. “4/5” di grande stazza (anche se non sempre  “cattivo” nel traffico sotto canestro) ma, al contempo, di pregevoli doti tecniche che gli permettono  di giocare da “4” (soprattutto in ottica futura) sfruttando anche un discreto tiro dalla media. Le sue  cifre: 3.5 p.ti (52% da due, 25% da tre da dove tira comunque pochissimo), 2.2 rimbalzi. … Una  buona mano arriva dalla guardia-ala, ex Treviso, Montegranaro ed Orzinuovi, Matteo Negri  (1991), che può far male in uno contro uno (quest’anno sta tirando bene anche fa fuori), nonostante  sia un giocatore meno propenso a prendersi tiri in attacco e più dedito invece alla squadra, nella  metà campo difensiva ed in transizione. In stagione garantisce alla squadra buoni dividendi: 4 p.ti,  con un migliorabile 41% da due, meglio di certo il 46% da tre (anche se usa poco tale  fondamentale). Chiudono il roster la guardia del 2001 Luca Bellavia ed il 2/3 del 2004 Nicolas  Mayer, chiamati ad alzare il livello quotidiano di competitività degli allenamenti. 

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.